5 febbraio 2012

Freevoli

Lo ammetto, i viaggi che mi faccio con Pinterest non hanno precedenti. 
Tutti quei geni del design scandinavo e di lontane contee statunitensi riversati nella stazione di Pinterest. 
Pinterest non è un semplice raccordo.
Pinterest è come andare a Hong Kong sapendo di dover morire da lì a breve. 
L'espressione non cambia: gli occhi fuori dalle orbite e le labbra che non si incontrano mai. 
Lo stesso occhio bovino che verrebbe a chiunque chiuso in un vagone mentre saetta tra grattacieli e sinfonie elettriche.
Pinterest è l'evasione dalle brutture.
La mia personale panacea, rimedio indiscutibile per farmi cullare nell'estetica del gusto. 
Infiniti binari che si intersecano e crescono. 
Idee, ispirazioni, conferme, desideri e utopie.
Ok, il viaggio di un'effimera farfalla che si perde in frivolezze e vanità.
Ma la leggerezza di questa scampagnata mi fa tanto bene.

E sono convinta che faccia altrettanto bene trasmettere ai propri figli un'indicazione estetica.
Loro, due dei quali terribilmente poco sobri.
Io, che con i miei arabeschi dentro, recido i fronzoli che sbucano fuori.
Lo dico, questo è il mio periodo minimal: pettino trecce e spigati e mi impacchetto solo con tinte piatte.
(E qualcuno sa che i pantoni - in questo mio specifico frammento evolutivo - la fanno da padroni).

Dicevo i bambini.
Vanno educati, semplicemente educati regalando loro stimoli combinatori.
E mettendogli nelle mani non i componenti ma I complementi giusti!
Mentre la mamma sogna la Triplex Lamp da appendere in mansarda - sbavando davanti a Pinterest - ecco che i miei piccoli progettisti d'interni mi arredano il soggiorno con la loro Modern Playhouse.
E l'entusiasmo con cui lo fanno mi conferma quanto faccia bene pensare al vano, nella sua duplice accezione.




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