8 settembre 2011

Impressioni postdatate di settembre

 

Un'estate al mare e...ti saluto malinconia.
Nuvole tronfie e imbizzarrite che spengono il sole quando pare a loro.
Una riga netta e verticale che mi orla in due, di luce e di ombra.
E - sia chiaro - non un effetto pizzo di Cantú, dove il traforo si perde nel virtuosismo di pieni e vuoti.
Piuttosto una virata al tonno affumicato, e sotto sale.
Rimango stordita ogni volta che il flash mi colpisce prima di avvertire il pungolio beffardo della nuvola di turno.
E poi di nuovo l'abbaglio: tutto di nuovo é sovraesposto.
La mia spiaggia, mia da due mesi, sgombra dagli sciami d'agosto.
Solo qualche famiglia con bambini. Ma bambini di settembre, garbati, misurati nei toni, che erigono bioarchitetture nel bagnasciuga, che ora appare levigato e su cui il mare pare abbia lavato le tracce di ogni passaggio.
E allora adesso glieli lasciamo noi i segni a questa riva, a questa bella rivetta intonsa.
Forza ragazzi al lavoro! Traforate, trivellate, scavate tunnel che poi ci infossiamo e andiamo in letargo qua sotto!
Ma eccola che arriva: la nuvola Gran Bretagna ci vela col suo burqa di malinconia.
Quest'altalena di luci mi dà certi capogiri...
O forse è solo la mia mente che vaga indecisa nei miei meandri, e oggi - mi si creda - sono ostili e un poco rissosi.
Trovo cartelli ad ogni incrocio, come quelli delle vie. E trovo via Incostante, via Perplessa, viale Sempre in contraddizione con se stessa, piazzetta Prensile, largo Incline al sogno e alle illusioni piú ardite, strada chiusa  Poi improvvisamente scoraggiata, vicolo Debole, campo Santissimi Inerte & Inefficace, calle Stordita e, a chiudere la rotonda (che di per sè fa già nausea) Vittima della mia stessa ingordigia, bulimica di affetti, pronta a divorare tutto e tutti, per poi rivomitarli. Ma solo alcuni, dipende quante volte sbaglio l'uscita dalla rotonda.
Vabbè. Domani (che era ieri) me ne vado a Madrid. Da sola, nel senso di senza figli, accompagnata dalla mia complessa toponomastica.
Vado a conoscere il mio nipotino nuovo, quello italo-svizzero-argentino-spagnolo. Quello del formato mini, l'aquila reale de España e che grazie all'ugola che ha, smorzerà subito l'istinto di farmi ringravidare again. 
Never again. Potessi infiocchettarmi le tube...ma chi me lo assicura che in sei anni io non possa "cadere innamorata" di un altro?
Oddio,oddio. Vaneggio.
Ho tre figli meravigliosi e assortiti e, in quanto a maternità, quel che resta la conservo per fare la nonna. Sí, perché io ho deciso: da grande faró la nonna.
Ma senza restare con i piedi per terra e per recuperare i miei, di arretrati, mi infilo nel grande ventre dell'uccello che mi terrá in volo. L'aereo che mi regala sempre una sensazione di cui ho bisogno, quella di essere dentro a un grembo, a una grande bolla che mi sigilla in uno spazio assoluto, separato da tutti.

In tempo Reale (nel senso di real Madrid), a destinazione raggiunta e in compagnia, rassicuro taluni e talune: aquilotto, la zia ti adora!
Aquilotto, sei un bimbo fortunato, per molte ragioni e poi, bé, e poi sei nato d'estate.
Anche Pippi Calzelunghe lo diceva cantando "L'estate è la più bella di tutte le stagioni, mi voglio divertire finché non finirà!".

Nessun commento:

Posta un commento

Cerca nel blog