Rubus composto e cannella, quella che mi pizzica la lingua al risveglio e prima di addormentarmi.
Tutte gocce. Il primo è quasi insapore (che poi... con quell'orsonome uno s'immagina chissà quale Cynariata), l'altro, dal formato mini, che invece mi sbalza la lingua come la cresta dorsale di uno stegosauro.
Perché??
Primo, per regolare il mio asse ipotalamo-ipofisi-ovaie, ovvio.
Secondo, per essere una mamma felice.
Terzo, per essere una moglie disponibile.
Quarto, per mandare a cagare qualcuno senza extrasistoli "a salve". Imperturbabile.
Canto e ballo con i bambini, riscattandoli dal pippone veneziano con cui il papà anima le loro serate. E ho indubbie soddisfazioni, sia come vocal coach che come coreografa, soprattutto con le due cinciallegre.
Il nostro repertorio è poliedrico: vanta perle partigiane e avanguardistiche ma si declina altresì in raffinati mise en scène di storici e intramontabili (!) spot, primo fra tutti (erre moscia d'obbligo) il mio favorito "Mercatone dell'arredamento di Fizzonasco".
Da sempre e per sempre il più cool, anzi per lui un'eccezione territoriale, il più cuul.
Fu grazie a lui, infatti, che tutti i mobilieri brianzoli iniziarono a godere dell'afflato nazionale, da lì all'eternità.
E fu sempre grazie a lui che la categoria sfigata delle majorettes si europeizzò col twirling, abbandonando il corteo delle bande musicali di paese.
(E di fronte a questa sparizione, nel mio paese di frontiera, mi rise il cuul.)
Ma è sempre grazie al Mercatone di Fizz. che ho deciso di dilettarmi nel recupero di informazioni della tradizione popolare.
Risultato? mi ritrovo in casa due ginelollobrigide ne "La spagnola"!
Ma, lo prometto, ora punterò al formalismo russo, con l'unica clemenza per Eleonora Duse nel periodo post dannunziano.
E dire che volevo scrivere tutt'altro.
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